Archive for the ‘Fotografia’ Category

FOTO CENA DI CLASSE

Ragazzi, le foto della cena di classe sono su flickr!  Buon divertimento.

Per me le lezioni di fotografia

LA VISITA  DI FOTOGRAFIA
Mi dispiace che le lezioni di fotografia sono finite!!Erano così belle e divertenti.Alessandro era molto simpatico e secondo me Giorgio ha preso da lui!!Imparare a fare foto dall’alto,dal basso,oblique,verticali,orinzontali,con lo zoom,senza zoom,in che posizioni bisogna mettersi per fare le foto:all’ombra o al Sole.Una esperienza così bella credo che gli altri bambini non l’hanno fatta ecco perchè noi siamo fortunati!Le prime due lezioni sono stati ­­noiose perchè non abbiamo fatto foto per imparare ma solo “teoria”,cioè solo spiegazioni.Le ultime due lezioni,invece,sono state divertenti anche perchè abbiamo fatto fotografia all’aperto ed è stato più divertente.All’inizio di tutte le lezioni,nelle foto,ero negata:facevo certe foto che non di  capiva nemmeno da che parte si guardava ma con gli esercizi e la pratica sono riuscita a migliorare;vorrei tanto fare un’altra lezione per imparare ancora di più ma dato che le lezioni sono iniziate “tardi”allora abbiamo fatto solo quattro lezioni.E’ stata un’esperienza fantastica e spero di rifarla.

IRIS

Ancora lo zoom: arrivano gli alieni !

Buon giorno a tutti.

Se ricordate, negli ultimi articoli sulla fotografia vi avevo illustrato l’uso dello zoom sia nella posizione tele (per isolare il soggetto), sia nella posizione grandangolo (per entrare nella scena).

Ora vi propongo un’altra sperimentazione con l’uso dello zoom.

Utilizzate un vostro amico con una buona dose di autoironia ed andate in un posto all’aperto (Villa Scipioni va benissimo).  Andateci nelle ore centrali della giornata, per avere più luce.

Però fate attenzione a mettervi (voi ed il vostro amico) in una zona d’ombra, per evitare ombre troppo forti sotto gli occhi e sotto il naso.

Ponete lo zoom sulla posizione grandangolo e mettetevi ad una distanza dal vostro amico tale che nell’inquadratura (che sarà verticale!!) entri la sua testa e le sue spalle e poco cielo sopra la testa.  Grosso modo come il disegno qui accanto. Noterete che sarete piuttosto vicini a lui. Scattate.

Ora ponete lo zoom su teleobiettivo e mettetevi ad una distanza tale che l’inquadratura sia la stessa di prima: testa, spalle e poco cielo. Noterete che sarete stati costretti ad allontanarvi dal soggetto, per fare entrare nell’inquadratura gli stessi particolari.

Ora guardate al computer le due foto: nella prima il malcapitato sembrerà un alieno dal nasone grosso ed i lineamenti deformati, nella seconda sarà molto più presentabile. Qui sotto vedete un cavallo ritratto con un grandangolo molto spinto, e ripreso molto da vicino.

Regola: a meno che non vogliate fare una caricatura, i ritratti si fanno sempre con l’obiettivo in posizione tele e da una distanza di circa 2 metri.

Provate e fatemi sapere cosa ne pensate (e soprattutto cosa ne pensa il vostro amico).

Un venerdì pomeriggio…..

Complimenti a tutti quelli che hanno pubblicato su flickr alcune foto fatte venerdì pomeriggio a scuola !!!

Le esercitazioni che abbiamo fatto erano veramente difficili, ma i risultati sono stati molto, molto buoni.

Sono decisamente contento di come avete lavorato.

Spero che abbiate capito come si possono inquadrare soggetti in azione, senza attendere che si mettano in posa; ricordate sempre di avvicinarvi più possibile e di cercare inquadrature insolite (dal basso, dall’alto, oblique).

Attendo altre foto di chi non è ancora presente all’appello.

Un saluto a tutti.

Di nuovo lo zoom: allarghiamo i nostri orizzonti

Ben tornati a tutti su fuoriclassefoto.

Complimenti  ancora a tutti quelli che hanno già realizzato e messo su flickr delle foto: continuate così e provate nuove inquadrature!!

Alcuni avevano inziato e poi si sono fermati: dove siete finiti? Non trovate più la fotocamera? Avevate iniziato molto bene, riprendete le vostre sperimentazioni.

Per quelli che non ci avevano neanche provato: coraggio, fotografare è un’attività molto bella che può essere fatta in qualunque momento (tranne quando le maestre spiegano….)

Su alcune foto in flickr troverete qualche mio commento.

Nell’articolo di oggi riprendiamo alcuni suggerimenti nell’uso dello zoom.

Se lo zoom in posizione teleobiettivo (posizione “T”) restringe l’area inquadrata, per contro nella posizione grandangolo (posizione “W”) allarga l’area e quindi permette di inquadrare una scena più ampia.

Vi ricordate? Il primo piano del pappagallo e la figura intera con molti altri soggetti di sfondo.

Ciò vuol dire che mi posso avvicinare molto agli oggetti che voglio fotografare, riuscendo a riprendere ancora molti particolari riconoscibili. Nel caso del pappagallo avrei potuto, con il grandangolo, avvicinarmi fino a pochi centimetri per inquadrare solo la testa.

Ciò permette al fotografo di avvicinarsi molto al soggetto, anzi di “entrare” fisicamente in una scena, dando l’impressione a chi vedrà la foto di partecipare dell’azione.

Questa tecnica viene spesso usata dai fotoreporter ed è effettivamente molto coinvolgente. Provate a guardare alcuni reportage su delle riviste illustrate, vedrete che molto spesso vi sembra di far parte di ciò che sta accadendo. Da non usarsi quando si fotografano leoni, orsi, tigri, ecc…

Guardate ad esempio questa foto di un concerto all’aperto: la sensazione è di essere poggiati sulla spalla del concertista e di sbirciare il suo spartito. In effetti quando ho fotografato ero a pochi centimetri dal soggetto.

Infine noterete che la foto fatta su “W” dà un’impressione di maggiore ingrandimento dello spazio, che sembra diventare molto più ampio che nella foto fatta su “T”: una casa, una stanza, un paesaggio, tutto diventa più grande.

Anche le distanze tra i vari oggetti contenuti nella foto sembrano essersi allungate: il mondo sembra essere divenuto più grande, e la prospettiva viene accentuata.

Nella foto qui accanto il sasso in primo piano, il tronco in acqua e l’altra sponda del lago sembrano essere lontanissimi uno dall’altro e vi è già passata la voglia di attraversare il lago; in realtà vi posso assicurare che si trattava di una pozzanghera.

Per avere maggiore evidenza di quanto vi dico, provate a fare due foto (“T” e “W”) nella cucina di casa vostra: nella foto su “W” sembra che la cucina sia ben più grande che con “T”.

Questa è una tecnica che usano i fotografi che fanno, ad esempio, cataloghi per agenzie di viaggi: la foto sul catalogo  della stanza d’albergo che state per prenotare vi mostra una reggia; quando siete sul posto vi rendete conto che non c’è abbastanza spazio per voi e le valigie.

E adesso di nuovo a caccia di dettagli, ma questa volta con il grandangolo!

Le vostre foto

Complimenti a tutti quelli che hanno iniziato a mettere su flickr foto scattate da loro. Sono tutte molto belle ed  interessanti. Ad alcune ho aggiunto le mie impressioni. A volte, per motivi di tempo, le ho aggiunte alcuni giorni dopo la pubblicazione, quindi vi consiglio di rivedere le vostre foto dopo qualche giorno. Bravissimi tutti.

Saluti.

La fotocamera: entra la luce ed esce un file

Buon giorno a tutti e ben tornati su fuoriclassefoto.

Il carnevale è passato  ma,  a parte una foto di classe, non ho visto foto fatte da voi di amici o fratelli in maschera. Siete forse stati tutti i giorni di carnevale seduti davanti alla televisione?

A dire la verità vedo poche foto fatte da voi: le foto che pubblicate, che rappresentano soggetti che vi hanno colpito (animali, luoghi particolari), sono tutte molto belle e molto interessati e vi consiglio di pubblicarne molte altre; però vi suggerisco anche di fare lo sforzo di portare con voi la vostra fotocamera quando fate una gita o quando andate al parco e fotografate ciò che attrae la vostra attenzione.

Alcuni di voi avevano iniziato a fare delle sprimentazioni che trovo molto interessanti: primissimi piani, fiori, piante, vasi, ritratti. Riprendete la sperimentazione!!! Potete farlo  anche come gioco con un compagno di classe quando vi vedete il pomeriggio.

Attendo vostre foto!

Oggi affrontiamo un argomento che a poco a che fare con la pratica, ma che completa quello che ci siamo detti nell’ultimo incontro.

In questo articolo vi illustrerò, come funziona una fotocamera, di quelle che probabilmente già avete.

Per non complicarci troppo la vita, in questo articolo vi racconterò solo una parte di tutta la storia, e quindi vi rimarranno degli interrogativi.

Se avete qualche curiosità potete chiedermela nei vostri commenti al blog o per mail.

Quando prendete in mano una fotocamera, la parte che colpisce subito l’attenzione è l’obiettivo.

L’obiettivo è costituito da più lenti; nelle due immagini seguenti potete vedere a sinistra un obiettivo di una fotocamera professionale ed a destra il suo interno (è uno schema, ci vuole un po’ di fantasia per riconoscere l’obiettivo); quelle figurine bianche e gialle dentro il disegno nero sono le lenti, provate a contar quante sono!! Le dimensioni ed il peso di questi obiettivi possono essere notevoli. Nelle vostre fotocamere l’obiettivo è decisamente più piccolo ed ha molte meno lenti di quello della foto qui sotto, però va benissimo per le vostre necessità, e quasi sempre fa delle belle foto.

 

Nell’obiettivo arrivano le immagini che provengono dagli oggetti inquadrati; le lenti dell’obiettivo rimpiccoliscono le immagini e le proiettano, nelle giuste dimensioni sul sensore della fotocamera (che è molto piccolo).

Quindi il primo passo è: l’immagine entra nell’obiettivo che la rimpiccolisce e la proietta in un’area all’interno della fotocamera.

Entriamo ora nella fotocamera: dietro l’obiettivo si trova un rettangolino piatto, apparentemente di plastica scura, di dimensioni poco più grandi dell’unghia del mio pollice: è il sensore della fotocamera. Questo oggettino, sensibile alla luce, trasforma l’immagine prodotta dall’obiettivo in impulsi elettrici; nella foto qui accanto potete vedere come è fatto un sensore; noterete una serie di piccolissimi fili elettrici argentati che portano gli impulsi al sistema di elaborazione immagini della fotocamera.

Riassumendo il secondo passo: l’immagine colpisce un sensore che trasforma la luce in impulsi elettrici e li trasmette ad un elaboratore.

Il sistema di elaborazione è un microscopico computer che ha il compito di trasformare gli impulsi elettrici in numeri e di memorizzarli. Ricordate sempre che nel mondo dei computer esistono solo numeri, mi rendo conto che è un mondo assai triste, ma i computer sembrano essere molto contenti.

Terzo passo: l’immagine di partenza è stata trasformata in numeri.

Quarto passo: il computer che sta nella fotocamera memorizza i numeri in un file, al quale la fotocamera dà automaticamente un nome; quando “scaricate” le foto dalla fotocamera al PC, state copiando dei file di numeri dalla memoria della fotocamera al computer.

La memoria su cui vengono registrate le foto è una schedina che può essere estratta senza problemi dalla macchina; queste schedine diventano via via sempre più piccole e vi consiglio la massima attenzione nell’usarle: perderle è un attimo!

Un saluto a tutti.