Archive for the ‘Ambiente’ Category

Attenzione alla plastica!

Materiali plastici nocivi: ecco come riconoscerli ed evitarli
03:16
La plastica è ormai dovunque e sembra proprio impossibile farne a meno: in casa, in ufficio, in auto, nei vestiti…dappertutto! Purtroppo alcuni studi hanno evidenziato la tossicità di alcuni materiali, sottolineando anche la pericolosità del trasferimento di particelle plastiche dai contenitori ai cibi. Negli USA stanno nascendo i primi movimenti di opinione che propongono una vita senza plastica e danno voce agli allarmi degli scienziati. Uno degli elementi chimici della plastica sotto accusa è il bifenolo A, detto anche BPA: questa sostanza è stata rilevata in concentrazioni differenti nel 93% degli individui presi in esame dal EWG, un’associazione non-profit con sede a Washington.

Una tale diffusione del BPA è indice di un suo larghissimo utilizzo. E’ infatti presente in tutti i materiali plastici contenenti policarbonato, tutti quei prodotti che, in base alle convenzioni internazionali, sono marchiati con il numero 7 sul fondo. Quali sono questi prodotti? Piatti, bicchieri e stoviglie di plastica, bottiglie per l’acqua, contenitori per alimenti e perfino i biberon dei bambini. Il BPA è stato messo in relazione con patologie quali il cancro, la pubertà precoce, l’infertilità e l’obesità. L’articolo presente sull’eco-portale americano Care2 è estremamente chiaro in tal senso e disegna una situazione molto poco rassicurante.

Il bifenolo A è anche in grado, come dicevamo, di trasferirsi nei cibi: non lo fanno in condizioni normali ma, dicono gli scienziati, quando sono esposti a elevate temperature. Talvolta le pietanze che prepariamo e poi serviamo nei piatti di plastica raggiungono tali temperature, con l’aggravante di una esposizione continua e diretta. Il BPA è utilizzato anche per rivestire la parte interna delle lattine di bibite: drink a base di soda o anidride carbonica possono assorbirlo e diventare un ulteriore canale di assunzione. Gli studi condotti sinora sono stati effettuati solo sugli animali, anche perché risulterebbe particolarmente difficile isolare un unico agente contaminante per gli uomini, data l’esposizione cui siamo tutti soggetti.

Negli animali, con tutti i limiti che una simile ricerca può avere, si è notato un forte aumento dei casi di tumori alle ghiandole mammarie, anche negli esemplari maschi: il BPA è infatti una di quelle sostanze con effetti estrogeni sul nostro organismo, con proprietà analoghe agli ormoni femminili. Un’altra sostanza oggetto di verifiche e preoccupazione da parte degli esperti è il Cloruro di Polivinile detto anche PVC: ha proprietà ammorbidenti ed è tuttora in uso per prodotti di varia natura (benché le grandi marche l’abbiano messo al bando da qualche tempo). Il PVC, alla stregua del BPA, può alterare l’equilibrio ormonale e, a elevate temperature, rilascia sostanze tossiche tra cui le diossine: è uno dei responsabili degli avvelenamenti in seguito agli sconsiderati roghi di rifiuti che hanno caratterizzato Napoli e la Campania qualche mese fa.

Le autorità sanitarie, però, invitano alla calma: tutti i prodotti in commercio nel mondo occidentale sono sicuri e i rilasci di sostanze potenzialmente nocive non supererebbero mai i livelli di guardia. In ogni caso, quando si acquista un prodotto di plastica, è bene controllare il numerino che vi compare stampigliato (spesso è sul fondo). Evitate le plastiche numero 3, 6 e 7: si tratta di materiali contenenti PVC, polistirene e BPA. Via libera, invece, per la numero 1, 2, 4 e 5, rispettivamente PET, HDPE, LDPE e PP, polietileni e polipropileni.

Vorremmo tanto potervi dire che fare a meno della plastica sia possibile senza fatica. Purtroppo non è così, anche se con alcuni accorgimenti se ne può ridurre l’uso. Preferite le bottiglie di vetro a quelle in plastica, usate i contenitori per alimenti in vetro (possono andare direttamente dal frigo in forno!), acquistate succhi nel tetrapak e non rinunciate alla paletta da cucina e al tagliere in legno.

fonte:http://paradisiverdi.ucoz.com/news/2009-02-15-56

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Sepolti dai rifiuti tecnologici

di Stefania Divertito
Dal quotidiano gratuito Metro del 18 novembre 2010

Più passa il tempo e più rifiuti produciamo, nonostante la crisi economica. ed è un problema che riguarda tutta l’Europa: negli ultimi 40 anni il peso dei rifiuti prodotti dalle famiglie è raddoppiato e continua a crescere. L’UE produce nel suo insieme 1,8 miliardi di tonnellate di spazzatura l’anno, una cifra cui ogni singolo cittadino europeo contribuisce con 530 kg annui. Siamo sopra la media in Italia: secondo l’ISTAT produciamo 615,8 kg per abitante l’anno. Sotto accusa gli imballaggi: le confezioni di plastica sono aumentate da 10 a 14 milioni e i rifiuti elettronici ammontano nel mondo a 40 milioni di tonnellate l’anno: si riempirebbe una fila di camion lunga metà dell’equatore. Solo in Europa sono prodotti 9,1 milioni di tonnellate di e-rifiuti. Eppure secondo la Coldiretti, solo preferendo prodotti freschi si ridurrebbe il volume della spazzatura di due chili a settimana. Da qui il lancio della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti”, che partirà sabato e coinvolgerà 22 Paesi UE ma anche Brasile e Repubblica Dominicana.